“Pensavo di dover rottamare tutto. Invece abbiamo cancellato gran parte dei debiti.”
La storia di Cosimo, imprenditore
Quando ha ricevuto l’intimazione di pagamento, il primo istinto è stato il panico. Parliamo di uno di quegli atti che non lasciano spazio all’interpretazione: poche righe, toni perentori, una scadenza ravvicinata. Il messaggio è chiaro: o paghi, o partono le azioni esecutive.
È per questo che è arrivato da RottamaTasse di corsa, convinto che l’unica strada possibile fosse aderire subito alla Rottamazione Quinquies e “mettere tutto dentro”, pur di fermare le conseguenze. Ma è proprio in questi momenti che fare in fretta può essere l’errore più grave.
L’analisi è partita dall’inizio: cartella per cartella, atto per atto, notifiche, date, importi, presupposti. Ed è lì che è emersa la verità: non tutto era dovuto. Una parte dei debiti presentava profili di illegittimità tali da rendere opportuna — e conveniente — un’impugnazione. Se Cosimo avesse aderito subito alla rottamazione, avrebbe rinunciato a quella possibilità, consolidando somme che invece potevano essere cancellate.
È stata quindi costruita una strategia combinata: da un lato, impugnare gli atti che presentavano vizi sostanziali; dall’altro, rottamare solo la parte residuale, quella realmente dovuta e non contestabile, beneficiando comunque degli effetti sospensivi e dello sconto previsto dalla legge.
Il risultato è stato netto. Cosimo non solo non ha più l’intimazione che incombeva, ma si ritrova con diversi debiti completamente cancellati e solo una minima parte definita tramite rottamazione. Ha evitato di pagare il non dovuto. Ha evitato di trasformare un atto difendibile in un debito definitivo.
Perché la vera vittoria non è rottamare tutto. È pagare solo ciò che è giusto pagare.
Richiedi una consulenza gratuita.







